fertilità femminile

Fertilità femminile e maschile: un bene da proteggere con una vita sana e informandosi

I problemi di fertilità femminile e salute riproduttiva sono in costante aumento nel mondo occidentale e spesso si parla tendenzialmente di effetti dovuti all’età, che dopo i 35 e ancor più i 37 anni sarebbe una fautrice del declino della capacità concezionale soprattutto nella donna. In realtà non si pone sufficientemente l’accento sui cattivi stili di vita e sulla disinformazione e quanto questi elementi influenzino negativamente, a prescindere dall’età anagrafica, la biologia del sistema riproduttivo maschile e femminile, se non esistono cause congenite o patologie severe. Per non parlare degli aspetti socio-economici che spesso causano stress emotivi deleteri. In effetti il concetto chiave è che non conta solo l’età ma come suggerisce un recente studio svedese anche come trattiamo il nostro corpo e dove e come viviamo.

Fertilità femminile e maschile, cosa significa condurre uno stile di vita sano?

In primo luogo seguire una corretta alimentazione e tenere sotto controllo obesità e sovrappeso, come le situazioni di sottopeso. L’obesità o il peso eccessivo tanto nell’uomo quanto nella donna sono responsabili del 15-18% dei casi di infertilità, poiché causano squilibri ormonali che influiscono sull’apparato riproduttivo. Nell’uomo l’eccesso di peso infatti riduce il numero degli spermatozoi mentre nella donna spesso si associa con l’aumento dei livelli di insulina, che agisce su una ghiandola, l’ipofisi, alla base del nostro cervello, poiché al contrario di altri organi essa resta sensibile all’insulina e porta all’aumento dei livelli di luteina e di progesterone, con scarsa ovulazione e cicli irregolari. Ecco perché di conseguenza un peso controllato ed una dieta corretta consentono di prevenire, nella maggioranza dei casi, la comparsa di diabete e di altre patologie metaboliche importanti, che possono influenzare in negativo una potenziale gravidanza.

L’alimentazione ideale da adottare è sicuramente una dieta ricca di verdura e frutta, da consumare anche come spuntino al posto dei “junk food”(snack dolci e salati, merendine, bibite gassate e simili), per assumere le vitamine essenziali antiossidanti per l’organismo, la vitamina C (agrumi, fragole, kiwi, ortaggi rosso-arancio quali zucca, carote, peperoni), le vitamine del gruppo B ( tra cui acido folico essenziale nei meccanismi riproduttivi cellulari perché protegge il Dna dall’azione dei radicali liberi), presenti nelle verdure a foglia verde, nei legumi, broccoli, asparagi, carciofi, fragole, kiwi. L’alimentazione deve essere improntata al mantenimento di livelli glicemici nella norma, evitando il consumo di zuccheri raffinati, prediligendo alimenti con farina integrale e cereali quali Kamut, quinoa, miglio, molto ricchi di minerali, quali zinco, manganese, selenio, dalle comprovate proprietà antiossidanti per le cellule umane in particolare quelle endometriali e muscolari. Il consumo di carne nei limiti, evitando le cotture laboriose e gli insaccati, ed il consumo di pesce, specie azzurro e magari di specie non eccessivamente sfruttate (sgombro, salmone, sarde) garantisce l’apporto di proteine essenziali per il ricambio cellulare oltre che di minerali. Una corretta alimentazione deve riguardare non solo il controllo del peso in eccesso ma anche il controllo del peso in difetto, poichè anche il sottopeso rappresenta una condizione negativa per le capacità riproduttive, influenzando in primis l’ovulazione.

Ultimamente la moda delle diete e della scorretta informazione ha fatto sorgere errate considerazioni in particolare riguardo la celiachia, condizione che obbliga all’esclusione del glutine dalla propria dieta. Ebbene non è vero che le donne celiache potrebbero non essere fertili, bensì la condizione di celiachia silente e non diagnosticata può essere in moltissimi casi responsabile di infertilità e aborto spontaneo. Se la donna, che presenta questa intolleranza, non sa di averla continuerà ad alimentarsi senza escludere il glutine, per lei veleno, accade così che gli anticorpi che attaccano le pareti intestinali, causando malassorbimento, non solo determinano malnutrizione ma anche un danno alla placenta durante le prime fasi della gravidanza e quindi un possibile aborto. Al contrario una diagnosi precoce ed una dieta corretta e varia, escludendo il glutine, comportano una vita assolutamente normale, eccetto se si tende a trasgredire o si soffre di patologie concomitanti.

Cosa influenza negativamente la fertilità maschile e femminile

Il consumo di alcol durante l’età fertile è sicuramente una delle abitudini più nocive alla salute riproduttiva sia maschile che femminile. Tenendo conto che aumenta sempre di più il numero di ragazzi che tra i 15 e 17 anni già consumano con disinvoltura alcolici e superalcolici, la disinformazione o la scarsa consapevolezza in merito a questa abitudine è elevata. Nelle donne tra i 20 e i 35 anni in particolare può influenzare l’attività ovulatoria, la funzionalità tiroidea e la produzione di fattori di crescita. Nel maschio il consumo eccessivo di alcol (più di 3 bicchieri al giorno) si associa ad atrofia testicolare ed oligospermia. L’aspetto piuttosto inquietante è che una percentuale molto alta, più del 25%, di donne in gravidanza continua a consumare alcol tranquillamente esponendo se stesse ed il nascituro a rischi seri (una su tutta la Sindrome alcolico-fetale)

Il fumo oltre a nuocere alla salute in generale abbassa notevolmente il tasso di fertilità maschile e femminile, anche perché spesso associato al consumo in eccesso di caffeina. Nelle donne il fumo è un antiestrogenico e può nuocere all’endometrio, mentre nell’uomo può causare oligospermia soprattutto se associato al consumo disinvolto di alcol. Gli effetti si amplificano se oltre al fumo si fa uso di sostanze cannabinoidi, stupefacenti e droghe sintetiche, i quali possono avere effetti a lungo termine sulla capacità riproduttiva anche dopo poche volte che se ne fa uso.

La scarsa prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili : l’OMS riporta che sono 215 milioni le persone che ogni anno contraggono malattie trasmesse sessualmente e più del 50% si trova nei Paesi definiti industrializzati. La scarsa prevenzione ed educazione alla propria vita e salute sessuale, sono responsabili come causa diretta del 30% dei casi di infertilità. Basta citarne alcuni esempi quali la Gonorrea, la Sifilide, l’HIV, l’Herpes genitale, la Chlamydia, come principali imputati di malattie infettive trasmesse sessualmente e responsabili di problematiche importanti. La Chlamydia ad esempio che spesso è silente, se non diagnosticata nella donna può causare danni alle tube, danneggiandole irreversibilmente, talvolta può provocare disturbi dolorosi e anche febbre ma spesso si ricorre allo specialista quando già si sta male. E’ importante proteggere la propria salute e difenderla specie se si hanno rapporti con partner diversi ed in questo l’informazione e le giuste precauzioni giocano un ruolo predominante.

Rischi ambientali da lavoro e l’inquinamento: l’effetto che l’inquinamento ambientale ha sulla salute riproduttiva è oramai dimostrato da studi validissimi e purtroppo é un fenomeno in costante aumento nell’ultimo decennio. L’azione dei fumi e dei miasmi tossici derivati dalle zone industriali, come dalle discariche e dallo sversamento di sostanze di rifiuto nocive e radioattive, sulla salute riproduttiva maschile e femminile è purtroppo una realtà. L’aumento stesso dei casi di tumore al testicolo e alle ovaie sono un freno per la capacità riproduttiva oltre che per la vita. Sono ad esempio dimostrate le azioni nocive di disolfuro di carbonio, di metalli come piombo, presente negli scarichi industriali, nei rifiuti delle fabbriche di vernici, nei solventi usati nelle aziende manifatturiere. L’inquinamento da metalli pesanti in particolare è responsabile di danni all’endometrio. Oltre a questo tipo di rischi ambientali sono purtroppo molto preoccupanti gli effetti di sostanze tossiche alle quali si è esposti sul luogo di lavoro quali i pesticidi e gli erbicidi per chi lavora nelle aziende agricole, che ne fanno uso, l’etilene e lo xilene che sono impiegati nei prodotti per il lavaggio a secco, gli inchiostri ed i solventi per chi lavora nelle tipografie, le esalazioni tossiche delle vernici per chi lavora in aziende a contatto con queste sostanze. Spesso purtroppo non viene fatta una prevenzione ed una adeguata informazione sui rischi da agenti chimici e su quanto questi possano incidere sulla propria salute riproduttiva, se non quando i danni sono già conclamati.

Si può dire che è importante essere informati, accorti ed adeguatamente attenti perché voler proteggere la propria salute riproduttiva e la propria fertilità vuol dire proteggere in generale il proprio stato di benessere ed evitare problemi che vadano oltre la capacità di concepire. Articolo a cura della Dottoressa Barbara Hugonin

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