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Ghiandoli salivari gonfie

Ghiandole Salivari gonfie, ingrossate o infiammate: trattamento, cause e cosa fare

Problemi alle ghiandole salivari visibilmente ingrossate o infiammate? Ecco cosa fare ed il trattamento curativo per curare le infiammazioni che cagionano il gonfiore alle ghiandole salivari. È bene prendersi cura delle proprie ghiandole salivari che ogni giorno sono coinvolte nel processo di produzione di saliva (circa 1 litro di saliva al giorno), di lubrificazione delle mucose orali, di contrasto alla proliferazione di agenti microbici e nella digestione del cibo.

L’ingrossamento ed il gonfiore che può interessare le ghiandole salivari, talvolta, è sintomo di patologie di natura molto diversa tra cui la mononucleosi, la Sindrome di Sjogren, la parotite, la calcolosi delle salivari etc. etc.

A seconda della patologia e dei sintomi che cagionano l’ingrossamento ed il gonfiore delle ghiandole salivari, occorre seguire un trattamento ad hoc con somministrazione di farmaci o di rimedi naturali, a seconda della gravità del quadro clinico.

In questa guida ci proponiamo di analizzare le cause che cagionano l’ingrossamento delle ghiandole, quali sono le patologie più diffuse, quelle meno gravi e più gravi, cosa fare per curare e trattare le ghiandole salivari visibilmente ingrossate e gonfie.

Ghiandole salivari ingrossate: cause e patologie

Le ghiandole salivari rivestono un ruolo fondamentale nella produzione di saliva (ogni giorno ne producono circa un litro), sono responsabili di mantenere ben lubricato il cavo orale, favorire i processi digestivi ed aiutare la deglutizione dei cibi.

Insomma, le ghiandole salivari espletano funzioni vitali fondamentali per l’organismo umano e un possibile ingrossamento o gonfiore può comprometterne inevitabilmente la salivazione con conseguenze dirette a livello fisico come: gola secca, raucedine, secchezza delle fauci, dolore, febbre, gusto sgradevole in bocca.

L’ingrossamento ed il gonfiore può colpire ed interessare tutte le tipologie di ghiandole salivari da quelle principali a quelle minori che sono disseminate nel cavo orale ed in gola:

  • Ghiandole parotidee, collocate tra il condotto uditivo esterno e la mandibola
  • Ghiandole sottomandibolari, sulla faccia interna della mandibola nella loggia sottomascellare
  • Ghiandole sublinguali, sotto la lingua.

L’ingrossamento delle ghiandole salivari può essere cagionato da diverse patologie che possono essere più o meno gravi, dato che interferiscono con il buon funzionamento delle stesse fino a cagionare il blocco dei condotti.

È sempre bene non sottovalutare mai un eventuale ingrossamento alle ghiandole ed è necessario fare accertamenti diagnostici e specialistici per ricostruire il quadro clinico e per comprendere cosa fare e quale trattamento eseguito.

Calcolosi salivare

Una delle cause patologiche che cagiona l’ingrossamento salivare è la calcolosi salivare o scialolitiasi dovuta alla presenza di struttura calcificata (calcolo) composta quasi esclusivamente da carbonato di calcio che ostruisce le ghiandole salivari.

La presenza di calcoli può bloccare ed ostruire il flusso della saliva nella bocca provocando l’ingrossamento ed il gonfiore delle stesse ghiandole salivari. La maggioranza dei calcoli salivari si formano all’interno delle ghiandole sottomandibolari. Per diagnosticarla occorre eseguire la tomografia computerizzata, l’ecografia e la scialografia.

Scialoadenite

Altra patologia che cagiona l’ingrossamento salivare è la scialoadenite, un’infezione batterica delle ghiandole salivari, in particolare di quella parotide. La scialoadenite cagiona un dolore acuto e comporta la secrezione di pus dalla cavità orale; si tratta di un disturbo che colpisce gli anziani. La causa è principalmente il batterio Staphylococcus aureus.

Parotite epidemica

Altra patologia che può cagionare l’ingrossamento delle ghiandole salivari è la parotite, comunemente conosciuta come “Orecchioni”; si tratta di una malattia infettiva acuta che compisce in particolare le parotidi.

La parotite è cagionata dal virus parotitico, appartenente alla famiglia Paramyxoviridae, sottofamiglia Paramyxovirinae, genere Rubulavirus; occorre prestare attenzione dato che la malattia è altamente contagiosa e può subire complicazioni tra cui: la meningoencefalite parotitica, danni all’udito, pancreatite, orchite, mastite.

Mucocele

L’ingrossamento delle ghiandole salivari può essere cagionata dalla comparsa del mucocele, lesioni alle ghiandole salivari o alle cavità orali che cagiona l’ostruzione della saliva e lo svuotamento del cavo.

Iperplasia mucosa senza atipia, Cistoadenoma mucinoso, Cistoadenocarcinoma mucinoso possono essere considerati i gruppi istologici più comuni. La localizzazione del mucocele può interessare i seni nasali, il dotto nasolacrimale, il pavimento orale e l’appendice.

Adenomi pleomorfi e il tumore di Warthin

Adenomi pleomorfi e il tumore di Warthin sono tra le cause più gravi che portano all’ingrossamento delle ghiandole salivari. Gli adenomi pleomorfi interessano maggiormente le ghiandole parotidee, il cancro è di solito indolore e ha un decorso molto lento e quasi asintomatico.

Il tumore di Warthin colpisce la ghiandola parotidea e può “aggredire” entrambi i lati del viso. Mentre la maggior parte delle forme tumorali della ghiandola salivare sono benigni, alcune possono essere maligne; per questo, occorre rivolgersi ad un oncologo che supporterà il paziente nel migliore percorso e trattamento chirurgico o farmacologico.

Ghiandole salivari infiammate: come fare e trattamento

A seconda del quadro eziologico diagnosticato dal medico e dagli esami specialistici effettuati per sondare le cause che hanno provocato l’ingrossamento delle ghiandole salivari, occorre adottare un trattamento di cura differente.

Come fare per la calcolosi salivare? Nel caso in cui l’ingrossamento delle ghiandole salivari sia cagionato da calcolosi salivare occorre procedere con il trattamento farmacologico: si somministrano analgesici e antibiotici antistafilococco; in casi gravi, l’eliminazione dei calcoli può avvenire spontaneamente con utilizzo di una sonda o chirurgicamente.

Per trattare la scialoadenite occorre somministrare antibiotici quali la dicloxacillina; in alternativa, cefalosporina o clindamicina. In caso di gonfiore delle ghiandole salivari per la parotite o orecchioni, il trattamento è esclusivamente sintomatico, con antipiretici o analgesici.

Inoltre, per curare la parotite occorre seguire qualche utile “rimedio della nonna”: evitare l’assunzione di alimenti dal forte sapore che stimolano la salivazione ed acuiscono il dolore. Prediligere sempre cibi “insipidi” come il riso, semolino, fiocchi di avena, etc.

Nel caso di comparsa di adenomi pleomorfi e di forme tumorali benigne o maligne tra cui il tumore di Warthin, il trattamento è chirurgico e comporta l’asportazione della parotite con un notevole rischio di lesione del nervo faciale e di paresi dei muscoli della mimica del volto.

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