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Malattie sessuali da record in Italia

Malattie sessuali in costante aumento in Italia: allarme fra i giovani di 30 anni

malattie sessualiTutte le scuse sono buone: la passione, l’estate, il disagio del condom, la fiducia nella buona stella. L’impulso di un attimo è alla base dell’impennata delle malattie sessuali. La situazione italiana è grave: dal 1991 al 2012, il Centro operativo Aids dell’ISS che coordina il sistema di sorveglianza sul territorio nazionale di queste infezioni, ha segnalato 96.752 nuovi casi. I più colpiti sono i maschi (70,1%) con un’età media di 31 anni. Al primo posto fra le infezioni più diffuse (38,7%) ci sono i condilomi genitali, che hanno raggiunto un picco massimo nel 2012 e un aumento più che doppio rispetto al 2004. Le infezioni da clamidia (il germe che può “uccidere” la fertilità), invece, non si arrestano e sono più frequenti tra gli under 20: solo nel 2012 in Europa ne sono stati notificati 385.000 casi e si stima che negli ultimi anni questa infezione sia raddoppiata. In aumento anche l’herpes genitale. Anche se il sesso per i giovani non è certo più un tabù, pochi si preoccupano della sicurezza, tant’è vero che il 20% soffre di una di queste infezioni. I risultati si vedono soprattutto in autunno: uno studio presentato all’ultimo congresso della Società Italiana di Contraccezione, dimostra che dopo le vacanze si registra un forte incremento delle infezioni. Già, perché basta un contatto diretto tra mucose (vaginali, ma anche dell’ano e della bocca) e sangue o liquido seminale. Questo significa che si corrono rischi con ogni tipo di rapporto.

Sono le donne ad essere maggiormente a rischio

Le donne rischiano di più: se “lui” è, nella maggior parte dei casi, il veicolo dell’infezione, al contrario e, purtroppo, le donne sono più esposte al rischio di infettarsi, anche con un solo rapporto occasionale non protetto. Le mucose della vagina sono più fragili, il collo dell’utero in certi momenti del mese è leggermente aperto, mentre l’ambiente vaginale, chiuso e protetto, può trasformarsi in un terreno di coltura. I germi pericolosi che approfittano del rapporto per passare da un partner all’altro trovano le condizioni ideali per svilupparsi. Si stima che la donna abbia un rischio dell’80 per cento di contrarre una malattia sessualmente trasmessa da un partner infetto, rispetto al 20 per cento del maschio.

Prevenire le malattie sessualmente trasmissibili

Il profilattico rimane l’unico strumento di difesa in grado di salvaguardare da tutte le infezioni a trasmissione sessuale. Per questo, va usato in ogni rapporto occasionale, dall’inizio alla fine, senza paura di imporre questa scelta al partner (o alla partner): a maggior ragione a quello di una sola notte. Un’ottima alternativa “autogestibile” è il preservativo femminile (per esempio Femidom, in farmacia, 7,90 e la confezione da 3 pezzi), una protezione ancora poco popolare in Italia ma efficace. È un cilindro di poliuretano (anallergico, più resistente ma più soffice del lattice) con due anelli morbidi alle estremità: uno chiuso e l’altro aperto. Va inserito in vagina come un assorbente, facendo in modo che l’anello chiuso si posizioni nella parte più profonda della vagina, dove c’è il collo dell’utero. Lo si può inserire anche 8 ore prima del rapporto e dopo va semplicemente sfilato. Assicura una protezione del 100% contro le infezioni, senza interferire con il piacere e con la naturalezza del rapporto. Non altera la flora vaginale e non provoca dermatiti da contatto. Può essere usato anche con i lubrificanti perché non ne alterano la tenuta, come capita con i condom di lattice. Temi di aver contratto un’infezione? puoi chiedere alla tua asl qual è il più vicino centro per le malattie a trasmissione sessuale. Lì potrai valutare la vera entità dei rischi e, se necessario, sottoporti ai test del sangue. I controlli sono tutti gratuiti e, soprattutto, è garantito l’anonimato dei risultati per tutelare la tua privacy.

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