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Isteria o disturbo di conversione

Disturbo di conversione o isteria: significato, sintomi e cosa fare

Isteria o isterismo o disturbo di conversione nella psichiatria è una forma di nevrosi e di attacchi nevrotici che si manifestano con sintomi molto simili all’epilessia, paralisi degli arti, perdita di coscienza e della capacità di parlare. L’isteria dagli inizi dell’Ottocento colpisce soprattutto le pazienti di sesso femminile e, già il noto psicoanalista austriaco Sigmund Freud fondò buona parte delle sue teorie sullo studio del disturbo di conversione al fine ultimo di capirne il meccanismo scatenante e cercare una valida terapia.

Oggi l’isteria si presenta in forme cliniche polimorfe e i sintomi richiamano quelli di altre patologie trattandosi di sintomi somatici e psichici. In questa guida ci proponiamo di analizzare il disturbo di conversione, la sua evoluzione storica, il significato, i sintomi e cosa fare per curare l’isteria.

Isteria: significato ed etimologia del termine

In psichiatria e in psicoanalisi, il termine isteria (detto anche disturbo di conversione) deriva dal termine greco Hystera che significa utero: infatti, già ai tempi dei Greci si considerava che la causa principale dell’isteria o del disturbo di conversione fosse uno spostamento dell’utero.

Non a caso, la prima individuazione dell’isteria risale a Ippocrate, che battezzò il termine isterico, ma solo in epoca più recente a partire dall’Ottocento, la patologia iniziò ad essere studiata dai medici e psichiatri.

Lepois fu il primo a porre in correlazione l’isteria con il sistema nervoso e fu dimostrato che questo disturbo può colpire e manifestarsi anche nei pazienti di sesso maschile.

Lo stesso Freud padre della psicoanalisi iniziò a studiare le cause dell’isteria e sviluppò buona parte delle sue teorie sullo studio dei meccanismi scatenanti del disturbo della conversione al fine ultimo di cercare una terapia.

Lo psicoanalista viennese concluse che tra le cause principali dell’isteria vi è un trauma infantile rimosso dalla persona isterica, la quale sottoposta a sedute di psicoanalisi (ipnosi) può essere riportato alla coscienza e neutralizzato.

Lo stesso Freud pubblicò le sue ricerche psicoanalitiche nel saggio “Studi sull’isteria” (1895) e, successivamente, in “Interpretazione dei sogni”, pubblicato nel 1899.

A partire dal Novecento con l’evoluzione degli studi medici e psichiatrici il significato di isteria cominciò a mutare e nuovi quadri interpretativi sono stati, con il tempo, introdotti dai vari studiosi del disturbo di conversione. Oggi, negli studi di psichiatria, l’isteria di conversione può essere definita come

Disturbo somatoforme che consiste nella presenza di sintomi causati da un conflitto psichico e convertiti inconsciamente in sintomi con caratteristiche simili a quelle di una malattia neurologica”.

La conversione sta proprio nella capacità del soggetto malato di convertire un disturbo di natura psicologica o psichica in uno di tipo fisico, con conseguente perdita di attività motorie.

Disturbo di conversione: i sintomi dell’isteria

Il disturbo dell’isteria di conversione è una patologia il cui quadro sintomatologico è assai variegato, si tratta di sintomi di natura somatica e psichiatrica, vediamoli brevemente nel nostro elenco:

  • Tra i sintomi somatici più diffusi e maggiormente riscontrabili nei soggetti isterici si palesano quelli motori (paralisi, contratture, tremori), sensitivo-sensoriali (anestesie) e vegetativi.
  • Altri sintomi dell’isteria sono riconducibili al fachirismo con diffusa tendenza all’autolesionismo, alle emorragie spontanee, ai fenomeni di sudorazione, convulsioni, tremori fino a vere e proprie crisi e paralisi di natura psichica.
  • Oltre ai sintomi di natura somatica, alle alterazioni dell’equilibrio fisico e della coordinazione, il soggetto affetto da isteria mostra sintomi di natura psichica tra cui: deliri, amnesie, allucinazioni e, soprattutto, modificazioni psicogene dello stato di coscienza.
  • Molti soggetti isterici soffrono di sonnambulismo, di amnesia, stati di depressione, di infantilismo, di immaturità emotivo-affettiva oltre che di compromissione della vita sessuale.

Infine per quanto riguarda i sintomi, ricordiamo che il soggetto isterico tende ad auto isolarsi, non ha un rapporto con la vita sociale e si sottrae spesso e volentieri dalle sue responsabilità di essere un soggetto umano con una propria autonomia personale, caratteriale e professionale.

Disturbo di conversione: cosa fare e trattamento per l’isteria

Come si può ben comprendere trattare dal punto di vista psichico un soggetto affetto da isteria e nevrotico non è semplice, dato che i sintomi e le cause possono essere di differente natura o di natura combinata.

Quanto al trattamento dell’isteria, esso può essere farmacologico, per lo più sintomatico, con farmaci ansiolitici, antidepressivi e, nei casi gravi, anche neurolettici.

Oltre ai trattamenti di natura farmacologica, è possibile associare delle vere e proprie sedute psicoterapiche individuali o di gruppo. Già Freud, il padre della psicoanalisi individuò nell’Ottocento la possibilità di curare l’isteria femminile con l’ipnosi. Ancora oggi, dopo due secoli di evoluzione degli studi psichici, l’ipnosi è il trattamento prediletto dalla psicoanalisi per curare il disturbo di conversione.

L’ipnosi è una tecnica che agisce sulla dimensione psico-fisica del paziente isterico e, durante la seduta, il psicoanalista lo aiuta a sperimentare dei cambiamenti negli stati d’umore, sensazioni, nel comportamento.

L’ipnosi è il trattamento utile per risolvere una patologia di natura psichica come la nevrosi ed il disturbo di conversione che cagiona una difficoltà permanente non risolvibile con la volontà del paziente, il quale si oppone ad ogni forma di terapia. Grazie ad un ciclo di sedute ipnotiche il successo di guarire o, per lo meno, di migliorare lo stato isterico di un paziente può avere buoni risultati. Se l’articolo vi è stato utile ricordatevi di condividerlo sui social, per noi è molto importante! Grazie!

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