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Battiti cardiaci alti o bassi al minuto: quando preoccuparsi? Valori e consigli

Battiti cardiaci accelerati o rallentati? Quando un paziente deve allarmarsi e quali sono i valori normali? Pressione alta, pressione bassa, aritmie e problemi cardiovascolari sono tutte segnali e campanelli di allarme che possono mettere a repentaglio e a rischio la salute dell’organismo umano.

Per questo occorre essere a conoscenza dei valori dei battiti cardiaci al minuto e della pressione sanguigna dato che è di fondamentale importanza per mantenerci in salute e capire se i nostri valori sono alti o bassi e se ci si deve preoccupare.

Ecco allora tutti i valori normali e i consigli utili per evitare di incappare in problemi cardiovascolari e di rischio di insorgenza di patologie come infarti, ictus, ischemia etc. etc.

La pressione sanguigna: Valori normali

La pressione sanguigna è la pressione esercitata dalla circolazione sanguigna sulle pareti dei vasi sanguigni.

In buona sostanza, si viene a misurare due valori di pressione arteriosa che sono indicati come rapporto:

  • Pressione sistolica che indica la pressione nelle arterie in corrispondenza del battito cardiaco (quando il muscolo cardiaco si contrae).
  • Pressione diastolica che indica la pressione nelle arterie tra battiti cardiaci, quando il muscolo cardiaco si riempie di sangue.

Secondo le raccomandazioni del Ministero della Salute, i valori di pressione arteriosa sono ascrivibili ai seguenti:

Pressione Massima (mm Hg) Minima (mm Hg)
Normale Minore di 120 e Minore di 80
Pre-ipertensione Tra 120 e 139 o Tra 80 e 89
Ipertensione I Stadio Tra 140 e 159 o Tra 90 e 99
Ipertensione II Stadio Maggiore od uguale 160 o Maggiore od uguale a 100
Ipertensione sistolica isolata Maggiore od uguale 140 e Minore di 90
Crisi ipertensiva Maggiore di 180 o Maggiore di 110

Battiti Cardiaci alti o bassi al minuto: Valori normali

La frequenza cardiaca è il numero di battiti del cuore al minuto ed è una delle funzioni vitali per il buono stato di salute dell’organismo umano.

La frequenza cardiaca di un essere umano adulto in una situazione di regolare riposo è di circa 70 bpm nell’uomo e di circa 75 bpm nelle donne, mentre nei neonati la frequenza a riposo è di circa 100-180 bpm.

A seconda delle fasce d’età e della fase di vita di ogni individuo, occorre considerare ed osservare i seguenti valori relativi alla frequenza cardiaca:

  • Neonati da 90 a 180
  • Bambini da 80 a 100
  • Adolescenti da 70 a 120
  • Adulti da 60 a 90.

Valori massimi al minuto e battiti cardiaci preoccupanti

Tuttavia, occorre considerare il fatto che Il cuore sotto sforzo aumenta la sua frequenza fino a un valore massimo che può essere determinato in modo diretto solo mediante una specifica prova sotto sforzo.

Occorre ricordare che la frequenza cardiaca massima è correlata a parametri come la quantità massima di ossigeno che un individuo può utilizzare nell’unità di tempo.

Si può procedere a stimare la frequenza cardiaca ed il numero di battiti cardiaci mediante la Formula di Cooper. Si tratta di una semplice differenza da computare data dalla formula seguente:

FC (max)= 220 – variabile anagrafica

oppure ancora più precisamente il valore massimo può essere calcolato con la seguente operazione:

FC (max) = 208 – (0,7 × variabile anagrafica).

Invecchiando la frequenza e la regolarità del polso possono cambiare: le modifiche possono essere dovute a condizioni cardiache o ad altre condizioni che richiedono la dovuta attenzione.

Battiti e pressione sanguigna: quando è alta?

A partire dai 20 anni di età si raccomanda il controllo della pressione arteriosa durante le visite mediche di routine. Essa aumenta con ciascun battito cardiaco e può variare di minuto in minuto in concomitanza all’attività fisica espletata, ai cambi di postura, alla situazione di stress o di riposo del fisico, etc.

Essa dovrebbe essere inferiore a 120/80 mmHg (sistolica inferiore a 120 e diastolica inferiore a 80) e se il valore di pressione arteriosa è superiore al normale, il medico può consigliarne il monitoraggio prima di porre diagnosi di ipertensione arteriosa.

Un singolo valore alto non deve essere considerato come allarmante sinonimo di ipertensione arteriosa, ma se con il passare del tempo vengono riscontrati valori superiori o uguali a 140/90 mmHg, il medico curante deve necessariamente consigliare al paziente un percorso terapeutico.

Pressione alta: consigli utili per curare e prevenire

Quali consigli e rimedi utili per prevenire e curare la pressione alta? Una volta accertato il quadro clinico di ipertensione conclamata, occorre che il paziente inizi ad osservare uno stile di vita ed un regime alimentare assolutamente sano ed equilibrato.

La pressione alta può essere dovuta a:

  • Fattore ereditario,
  • Sedentarietà,
  • Obesità
  • Regime alimentare.

Per ridurre la pressione alta è fondamentale seguire una dieta ricca di:

  • Omega 3 contenuto nel pesce azzurro come sardine, sgombro, aringa, tonno, alghe, krill e in certi alimenti di origine vegetale e nei relativi oli di: soia, semi di lino, semi di kiwi, semi di uva ecc.
  • Magnesio contenuto soprattutto negli alimenti di origine vegetale; in particolare: cereali integrali e crusca, semi oleosi, cacao, etc.
  • Potassio contenuto in tutti gli alimenti, ad eccezione dei grassi da condimento. Si consiglia di preferire il consumo della frutta fresca (banane, arance, limone, pesca, ananas, etc.)
  • Acido oleico (Omega 9), si tratta di un grasso da condimento che si trova anche nell’ olio di sesamo, nell’olio di semi di tè o di camelia, nell’olio di palma, nell’olio di colza, olio di semi di girasole, olio di mandorla, olio di avocado, olio di arachidi, olio di nocciole, olio di soia.

Pressione alta: attività motoria e rimedi

Per chi soffre di pressione alta, è necessario espletare attività motoria regolare e giornaliera come: attività aerobica prolungata (camminata veloce, ciclismo, canottaggio, nuoto, corsa) che favorisce la diminuzione della pressione alta.

Inoltre, è necessario assumere Integratori alimentari di Omega 3, a base di oli ricavati dai prodotti della pesca e semi e di arginina. Ottimi i diuretici e gli estratti di piante ipotensive (aglio, cipolla, rauwolfia, betulla, biancospino, cardiaca, ginkgo biloba, mirtillo, etc.).

Pressione bassa: come combatterla?

A differenza della condizione di ipertensione, la pressione bassa è una condizione in cui un individuo ha valori pressori al di sotto dei 90/60 mmHg. La pressione bassa può dipendere da vari fattori tra cui: la genetica, l’attività fisica, malattie, l’assunzione di certi farmaci e la gravidanza.

Come combattere la pressione bassa per evitare il rischio di insorgenza della pressione bassa pericolosa (< 50/33 mmHg)?

Un pezzetto di grana o una fetta di prosciutto crudo al giorno aiuta a combattere la pressione bassa, assumere integratori di sali minerali, privilegia il consumo di banane, datteri, melone, pesche, uva, mandorle, patate, spinaci e zucchine. Ottimo il consumo di una tazzina di caffè dolcificata con un cucchiaino di miele al giorno.

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